Pagelle Terni – Virtus

AISA SV: minutaggio corto per lo spartano dagli occhi buoni, che però si difende bene e sa dire la sua nella bolgia ternana fatta di urla e colpi bassi come fece Leonida alle Termopili. VIVRAI PER RACCONTARE QUESTO GIORNO

BACCHI SV: anche per lui poco tempo per giudicare una prestazione, condita però da costante sostegno e altruismo dalla panchina. Come i monaci buddhisti, lo spirito Virtus è la sua unica veste. GANDHI

BATTAGLIA VOTO 6,5: pur ancora non alla miglior forma del lontano 2004 il nostro Sandokan viene mandato in campo per applicare ciò che pochi hanno e che serve in partite cosi infuocate: CAZZIMMA. Combatte ogni secondo, arginando le tumultuose scorribande ternane come la famosa Diga di Corbara e allargando in attacco le maglie della difesa avversaria con sportellate degne di un vero autoscontro. L’essere sempre concentrato al massimo gli permette anche di andare a segno con canestri importanti in momenti di clamore generale. B COME BARRIERA

BONACCI VOTO 6: prova difficile per il nostro coraggioso Spaventapassere, che si vede messo in campo in un match dove i suoi progressi comportamentali vengono messi a dura prova. Malgrado un arbitraggio ingiusto (che gli vale anche un tecnico immeritato) non perde troppo la testa e anzi, si getta in difesa per alzare il pressing e rubare palla. In fase offensiva, ordinato e sveglio, si avventa su un pallone vagante da chissà quanto per ribadirlo a canestro con conseguente esultanza della panchina. SPAVENTATECNICO

CARACCIOLO 7: trasferta difficile, lunedi sera… ci vuole agonismo e cattiveria: lascia a casa le vesti di preside per indossare quelle di zarro vero partendo col suo carro armato targato Ford. In campo viene subito messo alla prova con contrasti duri e scorrettezze ( ignorate dall’arbitro), ma si difende egregiamente: stoppa, ruba e smista palloni con disinvoltura agghiacciante. Seppur spesso penalizzato da evidenti falli non fischiati a suo favore, non si scompone e trascina da vero capitano i suoi prodi compagni a una vittoria al cardiopalma.   S.W.A.T.

D’AMBROSIO 6,5: buona la prova del nostro venditore seriale di latticini a buon mercato. Non solo per quello messo in campo (tenacia sotto canestro e presenza costante in difesa) ma soprattutto per l’atteggiamento, fatto di grinta e cuore, di cattiveria agonistica, di altruismo e sostegno dalla panchina per i compagni in campo. Malgrado una terna arbitrale spesso imparziale non demorde, si scalda a ogni torto subito ma dopo 2 secondi da buon operaio è subito pronto a ricostruire le azioni Virtus. “ MA SI TE CHIAPPO TE RIMPASTO NO???”

LALONI SV: troppo poco tempo anche per la nostra opera d’arte mobile, ma di quella breve frazione abbiamo visto ciò che il coach ha preteso: buoni movimenti difensivi, dedizione, attenzione, umiltà, sacrificio per la squadra. Tutto ciò che serve per fare di lui un buon esempio per grandi e piccini. Sostegno perpetuo dalla panchina. BANDIERA

MELONE VOTO 6,5: a discapito della debacle contro Orvieto, il nostro Hollywood parte subito forte alle prime battute con ardore e concentrazione. Sembra una sfinge, ma il suo fascino da sosia di Duncan James dei Blue non gli risparmia le “botte da orbi” che la cupola ternana riserva a ogni avversario. Fa da collante nelle due fasi, intercettando molti palloni, rubandone altri, pressando allo sfinimento e facendo canestro nei momenti decisivi. Pur non avendo come tutti una gran fortuna al tiro, si sacrifica anima e corpo per strappare sul finale una vittoria importantissima. FABOLOUS

MOMI VOTO 6,5: anche lui molto penalizzato da un arbitraggio impari, che lo fa sprofondare in una spirale di nervosismo iniziale che lo condiziona fino a metà partita. Nella seconda però, si ricorda di averla portata e indossa la sua armatura da Iron Man e inizia a sbaragliare chiunque sia davanti alla sua corsa: smista, spinge, penetra, detta legge sotto canestro . In un momento dove serviva ricucire lo strappo dal – 10 sul punteggio vola letteralmente a canestro sovrastando la marea ternana e mettendo a segno due punti che suonano la carica per la rimonta Virtus, con tanto di esultanza da pistolero di quartiere stile John Wayne. Esempio del non mollare mai e di attaccamento alla maglia.   EL MATADOR

ROSSI M. 7: giocare quasi tutta la partita non è facile, tantomeno mantenere lucidità nel suo ruolo in una partita dove tensione è la parola chiave. Manovra bene la squadra in difesa, dove è sempre presente sulla marcatura del suo avversario e nell’aiutare il compagno: ruba palloni come Lupin III con i gioielli e li passa al compagno libero di turno. In fase offensiva è una costante spina nel fianco della difesa ternana che non riesce a prevederne le mosse e si trova costretta sempre a inseguirlo come può. Peccato per i tiri liberi non segnati, ma il suo apporto è comunque notevole e degno di lode. JAVIER ZANETTI

ROSSI S. VOTO 7: anche per lui una partita che mette a dura prova i progressi fatti sul piano gestionale della partita. Malgrado per qualche insulto colorito agli arbitri o all’avversario di turno rimane il motore della Virtus dal quale nascono molte ripartenze brucianti e molti canestri nelle fasi più delicate del match. Nessuno riesce a divincolarsi dalla sua presenza in marcatura, nessuno riesce a spegnere la sua fiamma in attacco, simbolo di uno spirito mai domo ad arrenddersi. FIAMMA OLIMPICA

SENSI VOTO 6 + : il re del cibo fast di Brufa e dintorni entra col piglio giusto, dimostrando di essere versatile in ogni veste. Lo si vede a tratti portare palla, a tratti tuffarsi su un pallone vagante come Phelps in una piscina olimpionica. Il tutto sapientemente condito da voglia di combattere per i valori di squadra. Umile ma allo stesso tempo famelico, corre avanti e indietro nel campo dando filo da torcere a chiunque e portando la sua esperienza al servizio dei compagni in ogni secondo da lui giocato. CLONATELO

DIRIGENT MELA VOTO 9: La figura si è da dirigente, ma l’animo è da fratello, la parte migliore la tira fuori in saggezza, in consigli, non solo per la squadra ma anche per il suo coach, da consigli, placa gli animi, fa rimbobare serenità, fa la voce grossa da Pavaotti sul – 10 e aiuta il coach a dare cattiveria alla gara. Se vuoi dimmi.. PAPA WOJTYLA 

COACH BARILI VOTO 8: partita arcigna, già lo sapeva. Partita intensa, se lo aspettava. Partita in salita, lo aveva previsto. Consapevole delle insidie che nascondeva tale trasferta su un campo avaro di gioie per i colori Virtus ha scelto bene il quintetto iniziale giocando le sue carte mano a mano come nell’olimpo del poker che conta e dando sempre consigli sapienti ai suoi. Sa cosa può dare ciascuno dei suoi ragazzi, ma sa anche cosa poter chiedere in più e farlo tirare fuori in campo. E’ cosi che con sapienti mosse ha ricucito lo strappo dal – 10 nel terzo quarto, il momento più buio della partita, dove molti magari già vedevano le nebbie scure della sconfitta; come il sole a mezzogiorno, pur teso anche lui squarcia le nebbie sopra citate e ricarica i suoi per il rush finale al cardiopalma e regala alla Virtus un successo si di misura, ma prezioso per forgiare l’animo battagliero della squadra.   ECCELSO

Tags: No tags

101 Responses