PAGELLE GARA 3

PAGELLE GARA 3 VS BABADOOK

ALUNNI VOTO 6,5:  il marmo di Carrara è poca roba in confronto a ciò che può vendere lui, venditore incallito che non molla mai cliente di turno. Cosi è in campo e in panchina in questa decisiva gara 3: si accolla come un testimone di Geova all’avversario del momento, ad uno addiritura cerca di vendere calzini o bracciali come i mirabolanti Vucumprà delle spiagge italiane. In un momento di alto clamore, deposita un contratto in direzione dal valore di 3 punti sanciscono il + 15 nel secondo quarto. Tolta qualche decisione di gioco che coach Barili approva solo con insulti e maledizioni, buona prestazione. A dir poco fondamentale il suo “ vendere aria fritta” alle famose e tanto desiderate Final.  SCIAO AMIGO GOMBRA BRASCIALETO.

BACCHI VOTO 7: l’emiro dal petroldollaro più facile del Medioriente ha la mano calda e sente di provare dal bordo della lunetta. Coach Barili però lo sprona a posizionarsi sotto canestro, sgomitando come un toro infuriato. Nel terzo quarto, quando c’è da lottare di più e frenare l’ardore reatino, ruba palloni a profusione, scambia con i compagni,  conquista rimbalzi e fa canestri a dir poco fondamentali in mischia che infiammano il Palagiontella che neanche Saddam con i pozzi in Kuwait. Coach Barili sfrutta l’umiltà e lo spirito di sacrificio, che gli hanno permesso di risalire la china dal baratro dell’infortunio fino a giocare una finale a dir poco meritata.  IRACHENO INFAME PER TE SOLO LETAME

BONACCI VOTO 7,5:  tra uno shooting e l’altro trova fortunatamente il tempo per giocare una gara 3 vitale per la Virtus. Lontano dalla prestazione opaca di gara 2 inizia a macinare dribbling e canestri come se piovesse: penetrazioni, assist, tiri da dentro e fuori la lunetta, pressing asfissiante in difesa. Arriva però presto a 3 falli personali e ciò ne condiziona un po’ la prestazione, permettendo ai reatini di avvicinarsi ai punti. Il suo fan club di sole ammiratrici però, lo sprona promettendo coccole a gogò e lui risale in cattedra sgretolando la difesa avversaria con movimenti serpentini e sinuosi. Memorabili sono le sue triple fra 3° e 4° quarto segano le gambe allo spirito di rimonta avversario e sanciscono la vittoria Virtus e lo catapultano nell’olimpo dei migliori. CALUME’ DELLA PACE

CARACCIOLO VOTO 8: il capitano, nella sua forma migliore, decide di abbandonare la bacchetta di sambuco e di scendere dalla cattedra. C’è da sporcarsi le mani, c’è da sudare, c’è bisogno di esperienza di chi questi momenti li ha vissuti e ne uscito con l’intera posta in palio: dominatore assoluto dei rimbalzi sia in attacco che in difesa, il primo a ripartire o a lanciare il contropiede, 5 stoppate che fanno esplodere il pubblico in visibilio. Suoi i canestri che tolgono le momentanee nebbie della confusione ai compagni: tutti lo seguirebbero ovunque, lo ascoltano, imparano da lui, fanno tesoro dei suoi consigli e li mettono in pratica. Fondamentale nei momenti di mischia con gli animi infuocati, si becca una grande standing ovation dal pubblico del Palagiontella. Lui, dirige ed elargisce sentenze. PROVACI ANCORA PROF

DAMBROSIO VOTO 6: poco minutaggio per il futuro sindaco di Foligno. La campagna elettorale è dura e stressante e il campo per lui parla poco. Da riportare invece il contrario dalla panchina, dove con la sua somma eloquenza da senatore vomita il suo disappunto all’avversario di turno autore di un fallo antisportivo o proprio da killer non sanzionato dall’arbitro. Riesce perfino a prendere un tecnico stando seduto. Prontissimo per il mandato da sindaco. #VOICONMEIOCONVOI

INNOCENZI VOTO 6: anche per il nostro Messia poco può dire il campo, ma quel poco è fatto da grinta e concentrazione (specialmente nei momenti senza palla). I compagni sanno che lui c’è, li segue, li assiste, li rinfranca con il suo sostegno immancabile. Tieni i tuoi traccianti per le Final caro Messia. PROFETA IN PATRIA

LALONI VOTO 6,5: il suo sostegno dalla panchina, i suoi suggerimenti e incitamenti caratterizzano tutta la prima parte della gara.  Il cloù però viene nella seconda parte, dove il nostro coriaceo quanto affettuoso orsacchiotto veste i panni del killer della savana diventando un leone: emblematiche sono le sue incursioni in attacco, che permettono ai compagni di avere uno scarico sicuro dove affidare il pallone e riaverlo au attimo dopo lustrato a dovere per fare canestro. In difesa ostacola l’avversario oscurandogli anche il sole, in molti nel campionato lo hanno soprannominato LA LUNGA NOTTE:  sembra che per questa gara 3 abbia rubato intelligenza tattica e visione di gioco da qualche giocatore NBA, come i MONSTARS su Space Jam. Per il finale di stagione, servirà eccome.  YAO MING E’ TRA NOI

MELONE VOTO 8: da premiare è la sua costanza mentale nel riprendere con tranquillità d’animo ma in tempi brevissimi da un brutto infortunio e da un’operazione. Alla squadra una sera disse “ per le Final sarò in campo con voi..”. In anticipo di una settimana, coach Barili lo convoca per fargli mettere anche la sua firma nel successo di gara 3, e che firma!! Concreto nel giropalla virtussino, attento in difesa, ardito ai rimbalzi e nelle mischie ( da cui ricava anche un canestro che spazza via ansie e fatiche in palestra per la riabilitazione). Incarna lo spirito Virtus e noncurante dell’infortunio subito appena 3 mesi fa, nell’ultimo quarto, si getta in tuffo per strappare un pallone dalle mani avversarie e rilanciare in contropiede i compagni. Holliwood è tornato signori. GUASCONE

MOMI VOTO 8: un vero uragano nella lunetta reatina, da ogni punto insacca a canestro caricandosi sulle spalle l’avversario di turno. Quando esce fuori a prendere palla, o insacca una meteora o incorna a testa bassa la difesa avversaria per spazzarla via. Attento in difesa, piazzato al centro per schermare il canestro virtussino e rubare palla per ribaltare l’azione in contropiede: fondamentale per la squadra, i compagni lo cercano costantemente in ogni schema e lui ogni volta risponde presente, timbrando la presenza con assist o punti. Nessuno riesce a contenerlo, conquista falli a ripetizione e quando le cose sembrano andare male, il suo canestro dà il LA alla carica dei virtussini. BATMOMI

ROSSI M. VOTO 7,5: la mente della squadra, tecnicamente impeccabile e perfetto. Suoi molti canestri nel 1° e 2° quarto che permettono alla squadra di balzare avanti nel punteggio. Le sue incursioni nella lunetta avversaria fanno sempre male e spesso portano o un canestro o un assist al compagno di turno. Anche in difesa ben attento e concentrato, il suo primo pressing mette un disordine la manovra offensiva avversaria ma la gestione arbitrale è troppo severa, penalizzandolo con troppi falli personali e costringendo coach Barili a farne a meno per utilizzarlo quando serve. Fugge a fine partita per il film di Pikachu. POKEMON SMERALDO

ROSSI S. VOTO 7,5: anche lui linfa vitale del gioco virtussino, costretto però da alcuni inesistenti falli personali a vedere parte della partita dalla panchina. Quando però entra nel pitturato è incontenible, facendo il bello e brutto tempo nella difesa reatina, impotente di fronte alle sue incursioni che portano sempre gli avversari a fargli fallo. Presente sui rimbalzi e suo contropiedi, difende con ardore ogni pallone che gli capita a tiro, per portare la Virtus al successo. Anche lui fugge per vedere il film di Pikachu. POKEMON ZAFFIRO

SCARPONI VOTO 6,5: per il giardiniere più bello di Rigobello e zone limitrofe una prestazione a dir poco convincente, come lo è la sua chiamata dello schema BANANA. Incita i compagni dalla panchina e quando entra in campo, i suoi occhi non mostrano altro che fuoco. Grintoso in difesa, in cui si appende all’avversario come l’Arbre Magique nella macchina, propositivo in attacco, dove fa girare la squadra con coscienza e dando spunti interessanti per i compagni e prevendite per il Pocoloco. Confermata la sua crescita del recente periodo, che ha marchiato a fuoco le ultime prestazioni Virtus come il timbro del buttafuori. Per le Final, ha già organizzato il tavolo dell’ufficiale di campo e cronometrista con Margarita e Caipiriroska alla fragola.  INVECE CHE 15 TE POSSO FA 12 DAI

DIRIGENT MELA 9: Chi è dietro le quinte di solito è un protagonista come quelli davanti, il nostro dirigent mette a puntino la squadra, documenti, acqua, asciugamani, canestri, tabelloni, mette sale alla gara, infuoca gli animi, combatte, sbraita, carica, parla col coach lo tiene in campo e lo aiuta nelle scelte. Da agitazione ad emozione è un attimo, occhi rossi tipo fumo da sbraciolata e rutto libero. IL RE DELLA GRIGLIA

COACH BARILI VOTO 8,5: grande artefice del successo in gara 3, indossa le vesti della pazienza dimostrando di aver imparato dai propri errori. Prepara i ragazzi nella settimana con professionalità ma allo stesso tempo con passione, perché crede in ognuno di loro tra un insulto e l’altro ma si sa, fa parte di questo sport. Lo schema BANANA è diventato un altro suo asso nella manica, con grande efficacia in gara 3 che gli permette specialmente nella prima metà di gara di andare avanti nel punteggio. Qualche giocatore fa l’opposto di ciò che dice ma lui molto affettuosamente spiega ciò che chiede in quel determinato frangente e spinge ognuno dei suoi a dare il massimo per raggiungere un obiettivo che molti credevano impossibile da raggiungere. Lui, quest’anno, ha smentito le malelingue con prestazioni da coccarda alla mano. Sbraita, chiede spiegazioni, si sbatte, mima posizioni difensive, ma nel finale di partita si mette a sedere, godendosi gli applausi finali di un gremito e infuocato Palagiontella. LEONIDA

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LA VIRTUS BASTIA VOLA ALLE FINAL 4

Era una gara da dentro o fuori, quelle partite in cui la posizione in classifica non conta più, quelle partite che vanno giocate di testa e cuore oltre che di tecnica. Quelle partite in cui chi vince va avanti e chi perde torna a casa.

Il PalaGiontella rumoreggia già dal riscaldamento, i ragazzi biancorossi sono concentrati in viso cosi come il loro head coach. Saranno gli ultimi 40 minuti davanti al pubblico di casa per la Virtus che scende in campo con Rossi M., Bonacci, Caracciolo, Bacchi e Momi. Il piano partita è chiaro per i padroni di casa, imporre il proprio ritmo dal primo possesso ed è quello che succede. Dopo una prima fase di studio, la Virtus scappa via nel punteggio grazie alle iniziative dei soliti Bonacci e Momi. Bacchi e Caracciolo fanno buona guardia sotto le plance catturando numerosi rimbalzi difensivi, cosa che era molto mancata in Gara 2. Babadook sembra scossa e il divario tra le due squadre aumenta. I reatini hanno un sussulto d’orgoglio solo a ridosso della sirena del primo quarto riuscendo a conquistare diversi viaggi in lunetta che servono ad assottigliare lo svantaggio costruito dalla Virtus: 20-9. Nel secondo parziale il copione non cambia. La partita è contratta e nervosa, spezzata dai numerosi fischi arbitrali ma la Virtus rimane diligentemente in partita con la testa. Coach Barili a metà del secondo quarto butta nella mischia anche il rientrante Melone, dopo l’intervento al ginocchio e che va a depositare dopo qualche secondo due punti nella bolgia generale.

La Virtus continua a difendere tutto campo alternando zona 3-2 e difesa a uomo, ma continua a regalare ancora troppi liberi agli ospiti. Saranno 12 i punti realizzati dalla linea della carità su 31 complessivi al termine dei 2 quarti per i gialloneri reatini. Capitan Caracciolo guida saggiamente i suoi e prende in mano le redini della squadra nei momenti di sbandamento. Rieti cerca di rifarsi sotto con Salari, ma il capitano insacca uno strepitoso stepback sulla sirena che manda le due squadre al riposo sul 39-31. Mancano solo venti minuti per decretare la squadra che potrà accedere alle Final Four 2019, coach Barili tiene alte le motivazioni dei suoi e rientra ancora con 3 piccoli per continuare in modo ossessivo la pressione sui portatori di palla avversari. Le due squadre si rispondono colpo su colpo con Salari e Proietti che cercano e talvolta trovano il fondo della retina con molte iniziative personali, mentre la Virtus cerca di costruire con pazienza in attacco affidandosi ancora a Momi e Bonacci. 

 

Il divario rimane pressochè invariato alla terza sirena con la Virtus in controllo del match +10 (63-53). Per raggiungere l’obiettivo c’è bisogno di un ultimo sforzo da parte dei ragazzi di Barili e l’ultimo quarto ne è la dimostrazione. Pressione difensiva ancora alta per contrastare i pick and roll avversari che iniziano ad infrangersi sul muro alzato da Bacchi e compagni. Di conseguenza l’attacco viaggia ancora ad alti livelli, M.Rossi, Momi, Bonacci e tutti gli effettivi attaccano con criterio il ferro avversario e tra il tripudio generale del PalaGiontella è la Virtus a staccare il pass per le Final Four.

89-71 recita il tabellone a fine partita.

“E’ stata una partita impegnativa e difficile, soprattutto a livello mentale. Dopo che incontri una squadra per 5 volte tra campionato e playoff è sicuramente difficile riuscire a prevalere in modo netto perché entrambe le compagini si conoscono ormai quasi a memoria – commenta il coach biancorosso – Siamo stati molto bravi a rimanere calmi e concentrati senza uscire dai nostri binari anche nei momenti in cui siamo stati meno incisivi. Abbiamo rispettato il piano partita dall’inizio alla fine ed ora ci godiamo il momento. In settimana prepareremo la semifinale contro Contigliano che è sicuramente una grande squadra, che è riuscita ad espugnare un campo difficile come quello di Soriano, ma soprattutto sappiamo bene che quando si affronta una partita secca da dentro o fuori può succedere davvero di tutto – conclude Barili – ma è il bello e il brutto del nostro sport. Siamo in ballo e vogliamo ballare.”

La Virtus Bastia dopo una cavalcata che l’ha vista terminare da protagonista in prima posizione il campionato di Promozione e aver vinto la serie dei quarti di finale playoff contro Babadook Rieti per 2-1 sarà impegnata nelle Final Four di Ponte San Giovanni il 18-19 Maggio 2019.

Le altre squadre partecipanti saranno Città di Castello e Leoni Altotevere, che hanno rispettato il pronostico e appunto come dicevamo prima, Contigliano che ribaltando il fattore campo ha eliminato Soriano.

Tutti invitati a raccolta in quel di Ponte San Giovanni, sabato 18 per la semifinale tra Virtus Bastia e Contigliano per spingere i biancorossi in finale.

PAGELLE BASTIA – BABDOOK

AISA VOTO 6,5: il più alto esponente della dolcezza e della bontà nel territorio assisano si toglie le suddette vesti e indossa quelle del guerriero. Incita i compagni in campo e quando viene chiamato in causa per puntellare il parziale, guida la difesa bastiolo come l’autista il suo pullman: egregiamente. Un gesto di stizza avversario a gioco fermo lo accende come un petardo che fortunatamente non esplode e finisce in un romantico tet a tet. L’INDOMITO GALLO


ALUNNI VOTO 7: diamo gran merito alla prova del venditore meno amato da chi vuole rifare un bagno. Prova di carattere e spessore, condita da vari punti messi a segno (anche da 3) e da molti recuperi sui palloni vaganti. Gestisce con sagacia i palloni, piazza qualche mattonella qua e là e la vittoria virtussina di Gara 1 è lastricata con finissimo marmo di Carrara. IL CANOVA DE NOALTRE


BACCHI VOTO 7: ormai è tornato ai livelli di un tempo, forse superiori per intelligenza tattica e sacrificio. Forte del prezzo del petrolio in ribasso entra in quintetto con fame e concentrazione: in difesa regge abbastanza bene l impeto reatino, in attacco apre la difesa avversaria con tanto lavoro senza palla. Le gioie  vengono dai tiri (anche da 3) che si è ricavato grazie ad altruismo e voglia di vincere. Emblematico il suo tuffo fra tre avversari per agguantare un pallone vagante. BAGHERA LA PANTERA


BONACCI VOTO 8: i suoi 29 punti gli conferiscono il titolo di MVP di gara 1, con continui colpi di mortaio da 3 nel primo e secondo quarto dedicati al suo fan club, alla famiglia, al cane e al gatto. Inarrestabile per la macchinosa difesa reatina, la quale cerca perfino in scivolata calcistica di bloccare le sue scorribande. Sempre un porto sicuro per il compagno in difficoltà, attento e implacabile: deve però migliorare la gestione delle provocazioni, dovute a volte anche ad alcune FATALITY tentate dall’avversario di turno (mai purtroppo sanzionate dalla terna arbitrale). RE DEL MAIS


CARACCIOLO VOTO 7: è lui l’uomo del Sambuca Molinari che, con la sua eterna bacchetta, dirige le fila del gioco bastiolo sia da dentro il campo sia fuori al posto di coach Barili. Utile a sedare gli animi nelle scaramucce nate soprattutto nel terzo e quarto quarto, si ritrova ad avere le redini della squadra data l’espulsione del coach e nel clamore di una disperata rimonta avversaria, conduce la Virtus al successo. PREMIO NOBEL PER LA PACE


D’AMBROSIO VOTO 6: ritorno in campo gioioso per il nostro caciottaro, che sguazza nella bolgia delle lunette come un pesce nell’acquario. Deve recuperare ancora qualche cosa, ma l’atteggiamento e il sostegno per i compagni non li fa mai mancare. STAGIONATO 30 MESI


INNOCENZI SV: il Dio del pitturato si prende una domenica di ferie e si gode la partita da bordo campo con fare attento, senza mai abbandonare i compagni in campo con lo spirito. FEDELISSIMO


LALONI VOTO 6,5: tiene bene nel complesso la difesa bastiola, conquistando rimbalzi ed essendo insuperabile fisicamente; ostacola in attacco le convulse manovre difensive degli avversari impotenti davanti alla sua mole. Sostiene sempre dalla panchina, con fame e consapevolezza persino durante le scaramucce createsi nel corso della partita. GARANTITO A VITA


MOMI 7: pur avendo l’intera difesa avversaria sempre sul groppone riesce a scrivere una prestazione molto convincente. Anche se non viene tutelato dalla terna arbitrale per i molti falli subiti non si perde d’animo e dove può, lascia un segno indelebile per il successo virtussino. Piazzato davanti nella difesa come un pullman, ostacola recupera e rilancia contropiedi molto proficui alla causa Virtus. APM


ROSSI M. VOTO 7: ritrovato dopo un periodo di recupero da qualche acciacco, gioca una prestazione di cuore, fatta di sostanza ed esperienza in ambo le fasi. Giostra abilmente i compagni nelle due fasi, sempre una spina nel fianco per gli inermi reatini che nulla possono sul piano atletico contro di lui. Ha giocato con una gamba sola, pensate quando ne usa due. BIONICO


ROSSI S. VOTO 6,5: gran parte della partita la passa in naftalina, viste le condizioni fisiche dei giorni scorsi. Nella bagarre dell’ultimo quarto però, viene chiamato in causa per spezzare l improvviso impeto di rimonta avversario: grazie a recuperi e difese asfissianti, permette alla Virtus di tenere il distacco nel punteggio. TANTO NON ME FREGA NIENTE LO STESSO


SCARPONI VOTO 6,5: molto ambito dal pubblico femminile a causa dei suoi riccioli afrodisiaci, il Renegade di Rigobello viene mandato in campo nel secondo quarto con la frase “dai Giulio è il momento”. Come Mitch di Baywatch arriva al tavolo per chiedere il cambio ed entra… Tutti prevedevano l’apocalisse ma invece, con grinta e tenacia, si getta su ogni pallone. Con saggezza, fa scorrere il gioco a favore bastiolo e permette ai compagni di trovare sempre il passaggio che porta al tiro pulito. Che dire, eccelso.
RALLENTY

DIRIGENT 8,5: La partita è sentita anche dall’artigiano della qualità, arriva al palazzetto alle 13:00 come se dovesse timbrare il cartellino, controlla il campo, le gradinate, le luci, i canestri, fa a lotta col Custode come Rey Mysterio su Big Show. Prende il controllo della partita insieme a Capitan Caracciolo quando il coach abbandona il campo e con aria da JBL con la macchina pumpata e le corna di bufalo sul cruscotto dirige e porta la squadra alla vittoria.  DAVID LETTERMAN SHOW (a cura della squadra)


COACH BARILI 7,5: un mezzo punto mancante per una grande prestazione da lui diretta. L’espulsione troppo severa macchia, seppur di poco, un capolavoro di cuore e tattica dei suoi ragazzi, che pur allenandosi saltuariamente o in pochi, non perdono mai la forma ma soprattutto il gioco di squadra, il lavorare insieme per un obiettivo comune, la fame agonistica, l’altruismo e l’umiltà. Tutto serve per imparare, si deve cadere per rialzarsi e fare tesoro degli errori commessi. Lui saprà farlo, e la squadra lo sosterrà. MALEDETTO