SPECIAL EDITION

PAGELLONE DI FINE ANNO

AISA VOTO 7: ritornare da un infortunio serio come il suo non è mai facile, ma dedizione e impegno ripagano sempre gli sforzi impiegati. Sempre un sostegno per i compagni, li incoraggia, li scuote con urla e dolci imprecazioni e quando entra nel pitturato, riesce sempre a dare il suo contributo. Giocatore di esperienza, ha saputo lavorare sui suoi punti deboli ed ha spesso dimostrato col suo ormai famoso “ tiro dell’aquila” cosa voglia dire fare canestro per la squadra. L’ultimo ad arrendersi e il primo a dare battaglia se c’è occasione, amante dei tète a tète con le facce degli avversari per discutere di politica e fame nel mondo; se invece non era convocato, era in tribuna a suonare il tamburo come la marcia degli orchi a Mordor.  Memorabile è stato il suo rinfresco a mò di Ultima Cena, invitando tutti a casa come i 12 apostoli. Ma lui non era Gesù. MAD  MAX

ALUNNI VOTO 7: solo il fatto di aver percorso più chilometri di un camionista ceceno per allenamenti, partite in casa e trasferte gli fa meritare una medaglia al valore. Ancor più importante però è stato il suo impegno messo in ogni secondo di allenamento e partita, questione non facile per chi esce da lavoro e si butta a capofitto in un allenamento. La sua tripla no-look per emozionare il pubblico è come il simbolo di Forza Italia per Berlusconi, un must.. condito però anche da una corsa ai limiti dell’immobilità e dal fare l’opposto che coach Barili richiede al momento. Lo spirito però è quello di un lottatore, di chi ha passione: ciò si è visto specialmente nelle gare di playoff e Final Four, in cui ha mostrato dei miglioramenti significativi nel gestire la palla e la squadra. Degno di nota è il suo outfit per le Final Four, camicia a scacchi rossonera con berretto rosso e scarpe rosse… con sfere pokè alla cintura.. JHOTO CHAMPIONS LEAGUE

BACCHI VOTO 8: recuperare dall’infortunio lo ha economicamente lapidato, ma l’impegno e il sacrificio oltre a un giacimento petrolifero sotto casa ne hanno alzato le quotazioni tanto da dargli un ruolo da protagonista nell’ultima fase della stagione. Ci ha abituato nelle varie partite a colpi di magia stile “ Dr. Strange” , a triple che hanno infiammato il pubblico e i compagni, ma è l’umiltà nell’applicarsi a ogni esercizio o direttiva del coach che lo rendono importante per la squadra. Sempre presente a cene e rinfreschi vari, critico d’arte su cinema e serie tv, maggior esportatore di petrolio nei dintorni di Assisi, permaloso come una donna in dolce attesa… ma anche compagno di squadra sincero e altruista che incarna su di se la maglia Virtus facendone propri i valori a tal punto che pronuncia la fatidica frase “ St’anno la sbraciolata a casa mia poesse la facemo…”.  Carne e petroldollari da non rifiutare mai. DALLA LIBIA COL FURGONE.

BATTAGLIA VOTO 7,5: il Sandokan bastiolo, lo scugnizzo dal vafammok facile si rende prezioso nella prima parte della stagione con partite giocate con intelligenza e colpi da biliardo da cineteca, con difese invalicabili e con lotte da gladiatore sotto canestro. Un problema fisico però lo costringe a un lunghissimo stop e dovrà finire in anticipo la stagione, ma non ad abbandonare la squadra: sempre presente alle partite,incita i compagni dagli spalti inveendo contro le ingiustizie arbitrali e con minacce agli avversari o agli arbitri tipo “ Viett’ a piglià o’ perdon”o come la più colorita “a’fammok a’ mammt e patett” . Sempre presente a cene post partita e a sbraciolate varie, perché per lui squadra = famiglia (tranne quando c’è da prendere la macchina). ENZUCCIO O’COMPAGN’ NUOST

BARABANI VOTO 6,5: costretto da un problema fisico a lasciare da parte l’attività sportiva non può prendere parte alla gloriosa annata Virtus sul campo, ma lo fa dagli spalti. Sempre presente ad incitare i compagni dalla tribuna, scende negli spogliatoio con loro a ogni intervallo e la squadra lo nota. Si scopre poi che la sua assenza è stata data anche dal restauro di una locomotiva a  vapore del 1700 che teneva nascosta in cortile e una volta finito, segue anche la squadra in trasferte difficili come gara 2 playoff contro Rieti ed entrambe le partite di Final Four. Passamontagna e frullino, si va a comandare a casa d’altri. BOGDANOV

BONACCI VOTO 8: preso dalla strada, dal ghetto, si è fatto largo con la barba come marchio di fabbrica nel mondo del basket assisano per approdare alla Virtus, dove sotto l’ala di coach Barili accresce le sue capacità mentali arrivando a capire un esercizio la prima volta. Fondamentale in ogni partita giocata in questa stagione grazie alle sue triple da capogiro, al suo pressing insistente come un testimone di Geova al citofono, al suo altruismo nel rinunciare al tiro personale per servire un compagno meglio piazzato. A volte perde la testa provocando il pubblico avversario come a Soriano dove ha beccato un daspo, ma il lavoro sulla parte caratteriale fatto dal coach lo ha reso più maturo e la squadra ha più volte messo in mano sua molte situazioni difficili. La scommessa di perdere i voti da frate Cionfoli subendo il taglio della barba lo ha fatto vacillare alle Final Four, a cui si presenta accompagnato dal suo entourage esclusivamente femminile  e decide di giocare male appositamente, per conservare ciò con cui guadagna da vivere… ma il prossimo anno se continua questa sua evoluzione, sarà spacciato. PAPPONE

CARACCIOLO VOTO 9: eletto capitano ad honorem senza neanche un referendum, da buon professore a poco a poco dà lezioni di vita ai compagni di squadra, dimostrando che oltre alle capacità tecniche, contano alla pari di esse anche grinta e cuore. Incarna da subito l’animo Virtus, giocando con altruismo e umiltà diventando per ogni avversario una vera spina nel fianco: con la sua bacchetta di sambuco rubata a Potter sfreccia su e giù per il pitturato come un giovincello, ruba palloni a profusione, conquista ogni rimbalzo possibile, sgancia degli “ Alohmora” da tre punti che pietrificano gli avversari ma soprattutto, decreta con le sue stoppate sull’avversario di turno chi è che ha la cattedra più importante. Il suo fedele aiutante Dirigent, come Iolao con Hercules, gli conta le pallottole da sfruttare in ogni partita e segnala che in una delle ultime ha finito il match con ancora 4 colpi da mettere a segno. Anche alle Final, contro Contigliano gioca una gran partita di sacrificio e altruismo ed è uno degli ultimi a mollare in finale contro Leoni, ma contro la sfortuna e i torti arbitrali ancora non può andare. PROVACI ANCORA PROF PARTE 2

DAMBROSIO VOTO 7: il nostro ora futuro Capo di Stato ha vissuto una stagione altalenante, causa lavoro, matrimonio, campagne elettorali e un infortunio al tallone che lo ha martoriato per molto tempo facendogli perdere più di un mese di campionato. Ciò non gli ha impedito però di dare il suo contributo fatto di urla, incitamenti e difese invalicabili (oltre a qualche forma di pecorino e caciotta piazzate all’arbitro di turno). La sua esperienza, abbinata a furbizia e grinta, lo ha visto protagonista di molti scontri duri sotto canestro dove ha lottato per i compagni e per la maglia e coach Barili quando ha potuto lo ha sempre convocato anche con una gamba sola. MISTER LATTICINO

FONDACCI VOTO 7,5: THE LION il suo soprannome e non c’è niente di più vero. Qualcuno dava a coach Barili del visionario a portarlo per la prima volta in panchina contro Contigliano nella gara di andata e per sfidare le critiche ha risposto mettendolo subito in quintetto. Beh, ha gestito un avversario di 210 cm oscurandogli completamente il canestro, ha rubato un pallone che sembrava irrecuperabile gettandosi a capofitto sul pitturato e ha esultato come se fosse in squadra da sempre. Altre trasferte importanti lo hanno visto protagonista fino al ritorno contro Contigliano, dove con un doppio intervento suicida due avversari lo hanno scaraventato a terra mentre volava a canestro: invece di un antisportivo per gli avversari, la terna arbitrale gli regalò un braccio rotto e mezza nottata all’ospedale di Rieti. Anche col gesso però, si è sempre fatto trovare regolarmente alle sbraciolate e sugli spalti a incitare i compagni… Se non è animo Virtus questo.. LION HEART

INNOCENZI VOTO 7: il messia, il profeta, il dio che ogni squadra vorrebbe schierare nel suo pitturato, ha completato una stagione da vero gregario. Sempre presente ad ogni allenamento con freddo, gelo, caldo torrido e piogge tropicali, sembrava quasi che abitasse all’interno del palazzetto con il custode. Il coach lo schiera quando c’è bisogno del colpo di grazia, del raggio di luce che squarcia le tenebre della tensione e lui insacca la sua tripla di normale amministrazione che mette in sicurezza il risultato. E’ la firma di Van Gogh sull’angolino di ogni quadro, la zampa di coniglio, il cornetto rosso che, tra difese estenuanti e passaggi sicuri, porta la Virtus a giocarsi la sua prima finale nella sua storia.. e se l’andazzo è questo … AMULETO

LALONI VOTO 8,5: l’opera d’arte mobile meno conosciuta dei dintorni è una delle colonne su cui si fonda la stagione appena conclusa della Virtus Bastia. Non tanto dal punto di vista tecnico ma soprattutto dal punto di vista organizzativo: grazie anche ai suoi sforzi è stato possibile mettere le basi per costruire giorno dopo giorno una squadra e una stagione ricchissima di successi. In campo invece non lo si vede quanto il pubblico vorrebbe, ma sa indossare egregiamente le vesti di gregario e uomo spogliatoio; incita per tutti i 40 minuti i compagni, li consiglia, li sostiene … E quando calca il pitturato, eclissa ogni avversario con la sua mole, le sue braccia protese a proteggere il canestro sembrano un muro invalicabile, in alcune partite indossa anche il mantello di ASSIST-MAN per i compagni a tratti persino increduli. Il meglio di se però lo da alle amichevoli con la serie C. Il pre partita nella Lalo-Mobile, con strobo e Scarponi al tavolo è sempre un must di cui chi non ha goduto non può neanche immaginare …  Nota di merito per aver partecipato a Cantine Aperte con la felpa Virtus Bastia usando però un fare molesto… E’ UN BEL DIRETTORE

MELONE VOTO 8: per il giocatore col più alto numero di like in Europa, per il fotomodello più cliccato, una stagione che dalle stelle della prima metà di campionato sprofonda nel baratro di un grave infortunio. Fin lì, prestazioni convincenti di grinta e cuore, con difese mantenute fino allo stremo delle forze, oltre a punti preziosissimi dedicati al suo mental coach e al suo pubblico privato. Poi un calo fisico e mentale, sembrava il fantasma della rockstar che avevamo visto a inizio campionato e una domenica, da un leggero fastidio si scopre un grave problema al ginocchio che lo costringe a operarsi. Programmato con una volontà di ferro, non si lascia abbattere e risale piano piano la china della riabilitazione, venendo a sostenere i compagni in casa e in trasferta arrivando addirittura a essere convocato in gara 3 contro Rieti: sigla due punti che fanno esplodere il Palagiontella e il recupero di una palla vagante con tuffo che la Pellegrini muta. La Paramount ha già proposto al suo procuratore di fare un film su questa sua epopea marchiata Virtus. VENTICELLO IS THE WAY

MOMI VOTO 9: ingaggiato in stile “giorni del condor” by Adriano Galliani, il ferreo bastiolo è stato subito messo al centro del progetto tecnico da coach Barili. Integrità, attitudine, serietà, sono solo alcuni della lunga lista di aggettivi che gli si addicono. Si rende subito fondamentale dalla prima partita e a seguito sulle altre dimostra potenza e grandi capacità tecniche ma anche altruismo verso i compagni, tanto spirito di sacrificio in difesa e ai rimbalzi da conquistare … ogni sua penetrazione ha portato punti o fallo all’avversario incapace di arginarlo. Ha avuto anche lui un momento di calo nella forma fisica e mentale ( e spesso gli arbitri non lo hanno mai tutelato non fischiando falli evidentissimi su di lui) ma quando sembrava perso, rinasce come l’araba fenice. Quando vola e schiaccia a canestro, un sussulto scuote il pubblico; quando difende, attira a sé ogni pallone con i suoi tentacoli. Alle Final, annulla Contigliano con un semplice colpo di spugna e svariate triple. Cosa dire di più … ROMBO DI TUONO

ROSSI M. VOTO 9: anche lui punto cardine della squadra, fulcro del gioco virtussino. Da lui passa ogni pallone che i compagni ricevono infiocchettato per il canestro, da lui partono arcobaleni che si insaccano spesso anche da oltre la lunetta, detta lui schemi sapienti per rendere la squadra imprevedibile agli occhi avversari. Molto maturato anche sul piano caratteriale, accetta anche se a bocca storta le decisioni arbitrali che gli vanno contro, ma in alcuni momenti chiave come a Contigliano, va fuori di testa e litiga con il fratello così tanto da costringere il coach a toglierli entrambi e a perdere la partita nell’ultimo quarto. Per il resto, una stagione fatta da difese asfissianti sull’avversario, da accelerazioni brucianti anche nell’ultimo quarto e da un numero esagerato di rimbalzi conquistati, specialmente in semifinale contro Contigliano, dove gioca la partita perfetta in ogni aspetto. Impegno, sacrificio e determinazione ne fanno oltre che un esempio un fondamento per coach Barili che conta sempre su di lui.  SAETTA MCQUEEN

ROSSI S. VOTO 9: una prima parte di stagione all’insegna del miglioramento per l’altro Rossi, più eclettico dal colpo estroso facile. Mai una polemica con l’arbitro, mai risposto a una provocazione dell’avversario, sempre docile e silenzioso ( tranne nella prima partita contro Leoni dove con un placcaggio stile football americano fa touchdown con un avversario). Molti hanno attribuito questo cambiamento a un flirt misterioso di cui nemmeno Corona ha avuto modo di svelare, ma poi il fattaccio: il flirt si  interrompe, lui torna ad essere una sfinge che fa disperare coach e compagni per decisioni o risposte senza senso. La squadra, messa a tavolino, trova il modo di guidarlo in questo arduo cammino spirituale fino a rinascere nell’ultima partita contro Città di Castello: da qui fino alle Final, torna ad essere quel giocatore imprevedibile che conquista rimbalzi e recupera palloni a profusione, che a ogni penetrazione subisce fallo e che corre e ha fiato anche per i compagni in difficoltà. GENNARO GATTUSO

SCARPONI VOTO 7,5:  inizia la stagione solo con gli allenamenti, per recuperare da un acciacco alla spalla che si portava dietro dalla scorsa stagione. Finalmente contro Orvieto, nel girone di andata, arriva la prima convocazione, primi minuti in campo… Da qui, motivato dal suo compagno di vita Laloni,come una crisalide che diventa farfalla, con modi aggraziati e prevendite vendute anche al custode si conquista ogni convocazione fino al finale di stagione: il coach lo butta nella mischia in ogni partita con dei compiti precisi che svolge egregiamente, permettendo cosi alla squadra di uscire dalle situazioni di stallo. Grande è il suo pressing sull’avversario a cui si accolla come un koala al suo albero ( e a cui propina il tavolo della serata), sapienti sono i suoi passaggi ai compagni che lo aiutano in ogni occasione ( solo per un ingresso omaggio al Pocoloco), slalom in mezzo alle difese avversarie con R 2 + CENCHIO + L3 ossia la sua combo più fatale .. tutto questo, assieme a qualche drink gratis e ai 12 € invece che 15 lo portano alle Final dove dà il suo contributo alla causa virtussina.   PR ( POLLO RUSPANTE)

DIRIGENT VOTO 10: Farsi carico dell’organizzazione della squadra, della ricerca dei sponsor, dallo spostamento dei divani, dei turni del Bonci, dei suoceri, dalle chiamate del Lalo lo rende il vero fulcro della Virtus Bastia, da lo Zaytsev della pallavolo a Bastia e Sofà il Dirigente della Qualità è un attimo. Diventa mental coach dei giocatori li assiste come dei ninja li carica a dare il meglio come Splitter alle sue tartarughe. Spalla destra del Coach che gli chiede consigli e qualche sconto sui divani. Nasce tutto da un semplice scherzo e diventa ben presto la vera anima della Virtus. Solo tre parole Sole Cuore e Taggatemi che Riposto…!!
ROCKY MELOA (pagella a cura della squadra)

COACH BARILI VOTO 10 – : tutti sanno che il meno gli permette solo di rasentare la perfezione a causa di quegli errori che troppo severamente lo hanno condannato ad abbandonare il campo lasciando i suoi prodi a combattere senza guida. Da quegli errori però, ha imparato e ha fatto tesoro ma tutto ciò non macchia una stagione strabiliante condotta dal nostro comandante: duro lavoro, giornate passate in palestra, momenti difficili da gestire nell’organico della squadra non hanno spento la sua fiamma per la pallacanestro, che ha avvolto chiunque fosse intorno a lui e ha ravvivato i tizzoni quasi spenti dei suoi ragazzi nei momenti più bui e difficili. Mercato estivo alla Adriano Galliani, scommesse che la stampa gli ha definito impossibili da vincere e che lui ha vinto sbancando come gli dei del poker; è stato definito un visionario, è stato preso di mira continuamente da tutte le terne arbitrali, ma tutto questo non gli ha impedito di vincere sfide complicate contro Contigliano, Ponte S. Giovanni, Città di Castello, Leoni Altotevere ( realtà affermate e ostiche che hanno sfiorato/disputato le Final) con grandi capolavori di tattica. Ha re-impostato allenamenti anche per 7 persone, ha strigliato la squadra quando era necessario, ha gestito momenti difficili con sicurezza e personalità.. Ha dato vita al sogno Virtus arrivando a un grandioso secondo posto nelle Final e da qui, ripartirà per la prossima stagione. Ne vedremo sicuramente delle belle.   CUORE IMPAVIDO